Il modello biopsicosociale -bps

modello biopsicosociale

Il modello biopsicosociale è un approccio integrato e olistico al trattamento del dolore cronico, che riconosce l’interazione tra fattori biologici, psicologici e sociali. L’idea risale al padre della Terapia Antalgica moderna, un italiano trasferito negli Stati Uniti, il maestoso John Bonica.

Il modello biopsicosociale è essenziale per comprendere e gestire il dolore cronico. Considera che la sofferenza non è solo un sintomo fisico, ma una condizione complessa che influenza e a sua volta viene influenzata da molti aspetti della vita di una persona.

Il dolore è una spiacevole esperienza sensoriale ed emozionale associata a, o che assomiglia a quella associata a, un danno tissutale attuale o potenziale.

IASP 2020, dopo 40 anni, una nuova definizione del dolore che ci parta a fare se seguenti considerazioni:

  • Il dolore è sempre un’esperienza personale che può essere influenzata a vari livelli da fattori biologici, psicologici e sociali.
  • Il dolore e la nocicezione sono due fenomeni differenti. La presenza di dolore non può essere dedotta solamente dall’attività nei neuroni sensoriali.
  • Gli individui imparano il concetto di dolore attraverso le loro esperienze di vita.
  • Il resoconto di un’esperienza di dolore dovrebbe essere rispettato
  • Essendo un’esperienza personale, il racconto del paziente viene acconto e rispettato.
  • Il dolore può avere effetti avversi sul funzionamento e sul benessere psicosociale dell’individuo.
  • La descrizione verbale è solo uno dei tanti comportamenti usati per l’espressione del dolore; l’incapacità di comunicare non nega la possibilità che un essere umano o un animale esperisca dolore.

Non ha forse senso chiedere ad un paziente con dolore cronico qual’è l’intensità del suo dolore; piuttosto è importante conoscere l’impatto che il dolore ha sulla sua vita. Per questo motivo i questionari che si usano oggi per “obbiettivare” l’impatto dello specifico dolore e quindi la sua importanza, sono questionari multiparametrici, che contengono varie domande. Per esempio

Ecco come si articola questo modello nel trattamento del dolore cronico:

1. Fattori biologici

  • Meccanismi fisiologici: Il dolore cronico può derivare da lesioni, infiammazioni o malattie croniche. È importante valutare le cause fisiche del dolore, come danni ai nervi o alterazioni nei tessuti.
  • Trattamenti farmacologici: Farmaci come analgesici, antinfiammatori e oppioidi possono essere utilizzati per gestire il dolore fisico. Tuttavia, è fondamentale bilanciare l’uso di farmaci con il rischio di effetti collaterali e dipendenza.
  • Trattamenti non farmacologici: Esistono oggi molti trattamenti che non prevedono l’assunzione di farmaci, per il controllo del dolore cronico. Questo sito, come le pagine del sito www.ponos.clinic sono dedicate a queste alternative, validate dalla letteratura medica.

2. Fattori psicologici

  • Aspetti emotivi: Ansia, depressione e stress possono amplificare la percezione del dolore. La valutazione e il trattamento di queste condizioni sono cruciali per la gestione del dolore cronico.
  • Terapie psicologiche: Approcci come la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) possono aiutare i pazienti a ristrutturare i loro pensieri riguardo al dolore, migliorando la loro capacità di farvi fronte.
  • Mindfulness e tecniche di rilassamento: Queste pratiche possono ridurre lo stress e migliorare la consapevolezza, contribuendo a una gestione più efficace del dolore.

3. Fattori sociali

  • Supporto sociale: Le relazioni familiari, le reti di supporto e le interazioni sociali giocano un ruolo significativo nella gestione del dolore. Un buon supporto sociale può migliorare la resilienza e il benessere psicologico.
  • Ambiente di lavoro e stile di vita: Fattori come il lavoro, la routine quotidiana e le attività ricreative influenzano il dolore e il benessere complessivo. È importante considerare come modifiche nello stile di vita possano contribuire a una migliore gestione del dolore.

4. Approccio integrato

  • Piano di trattamento personalizzato: Utilizzando il modello biopsicosociale, i professionisti della salute possono sviluppare piani di trattamento personalizzati che affrontano tutti i fattori coinvolti nel dolore cronico.
  • Collaborazione interdisciplinare: Coinvolgere diversi specialisti, come medici, psicologi, fisioterapisti e assistenti sociali, consente una gestione più completa e integrata del dolore.

5. Educazione e autocontrollo

  • Educazione del paziente: Informare i pazienti sui meccanismi del dolore e sui fattori che influenzano la loro esperienza può migliorare la loro comprensione e gestione della condizione.
  • Tecniche di autocontrollo: Insegnare ai pazienti strategie per monitorare e gestire il proprio dolore, come il biofeedback o la gestione dello stress, può aumentare la loro autonomia e capacità di far fronte al dolore.

6. Risultati e qualità della vita

  • Focus sulla qualità della vita: Il modello biopsicosociale non si concentra solo sulla riduzione del dolore, ma mira a migliorare la qualità della vita complessiva del paziente. Ciò include la capacità di partecipare attivamente alla vita quotidiana e alle relazioni sociali.

In sintesi, il modello biopsicosociale rappresenta un approccio completo e multidimensionale per il trattamento del dolore cronico, riconoscendo che la sofferenza è influenzata da una rete complessa di fattori biologici, psicologici e sociali. Questo approccio olistico offre una maggiore efficacia nel trattamento e nel miglioramento del benessere del paziente.


Le neuroscienze sono il futuro per il trattamento del dolore cronico. In questa pagina troverete maggiori informazioni.

A presto.

Referenze esterna

  1. https://www.aisd.it/index.php/news/1483-l-approccio-biopsicosociale-al-dolore
  2. https://medicinadeldolore.org/biopsicosociale/

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